Martedì 07 Febbraio 2012
   
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“NON TE NE ANDARE”, IL FILM DI ALESSANDRO PORZIO

articolo6sammichele Alessandro Porzio, il giovanissimo regista e sceneggiatore, che ha iniziato ad amare il cinema a 14 anni, in seguito alla sua passione per la fotografia e ai film di Ferzan Özpetek.

Alessandro tornerà presto sulla scena con il suo nuovo film “Non te ne andare”, le cui riprese inizieranno il 6 Luglio e avranno come sets alcune tra le città più belle della nostra regione, come Giovinazzo, Monopoli, Polignano e, ovviamente, Sammichele.

Aspettando con interesse di poter osservare le prime scene della nuova pellicola, nel frattempo, abbiamo incontrato Alessandro che ci ha parlato di sé e di “Non te ne andare”, rispondendo alle nostre domande.

Da dove nasce l’ispirazione per la sceneggiatura del tuo nuovo film “Non te ne andare”?

Bella domanda! Quando proiettammo in prima lo spot di “Tutte le volte”, mi chiesero di cosa dovesse parlare il nuovo film, io accennai che era la storia di un bambino. In realtà mentivo, lo inventai in quel momento, però vidi le facce di chi mi stava osservando e fu una piacevole sorpresa quando dissi di questo bambino. Nasce dal fatto che sono figlio unico, non ho mai avuto un fratello. Sappiamo che “Non te ne andare” narra la storia tra due fratelli, Loris (Claudio Salvato) e Stefano (Andrea Ferrante). […] Mi è venuta l’ispirazione volendo narrare quel rapporto che c’è tra due fratelli, che è, forse, quello che mi manca e che ho deciso di raccontare.

Qual è la trama ma soprattutto il perno centrale attorno a cui ruota questo film?

La trama no te la dico. Il perno centrale è un segreto, anche se la parola “segreto” mi dà troppo di giallo. È una situazione che Loris, il protagonista bambino, ha e che si va ad intrecciare - non a mò di Beautiful, di soap opera - con le altre vite dei personaggi.

“Non te ne andare” nasce a distanza di 4 anni dal precedente lungometraggio “Tutte le volte”: cosa pensi sia cambiato  e maturato nel tuo modo di scrivere e sentire la sceneggiatura?

[…] È cambiato molto. Io sono un po’ criptico nello scrivere, sono molto complicato. Ho capito che la semplicità, a volte, rende le cose più d’effetto, più di qualsiasi altro giro di parole. E poi di sentirla…questo film ti porta da solo ad affezionarti ai personaggi e quindi, di conseguenza, ti affezioni a quello che scrivi di loro.

In un artista c’è sempre un po’ di egocentrismo e, soprattutto, un po’ di sé in ciò che fa. Cosa c’è di te in questo film?

C’è molto. Ci sono vari personaggi e c’è qualcosa di trasparente in loro che fa vedere il mio riflesso. Forse Loris ha delle cose che avevo io da piccolo: delle paure, delle fobie o delle passioni. C’è Alessandra, la protagonista, che ha qualcosa di mio girato al femminile: il modo con cui si oppone a Stafano. Il rapporto che ha con Stefano è un po’ mio, diciamo. E, di conseguenza, anche Stefano: il rapporto che ha con lei è un po’ il rapporto che ho io, inizialmente o nel finale, in un rapporto interpersonale.

Cosa ti aspetti da questo film?


Sono fiducioso al mille per mille nel gruppo di lavoro: sono dei ragazzi fantastici. Siamo veramente tanti ma questo non vuol dire che faremo “casciara” perché tutti saranno indirizzati. Ma più che altro mi aspetto la massima serietà, il massimo impegno perché quello che mi fa più piacere è sentire le loro parole e vedere i loro occhi dopo aver letto la sceneggiatura. […] Mi aspetto molto perché credo che la storia meriti.

Commenti 

 
#1 shakira 2010-03-27 13:40
il film è bello ...ma tu no!;-)
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