Domenica 20 Maggio 2012
   
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RASSEGNA DEI FESTINI 'CASALINI': RONDÒ VENEZIANO

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Tulle e fiori colorati che si intrecciano, stampe che riproducono lo splendore delle maschere veneziane, un’atmosfera che rievoca la maestosità dell’arte: sono questi gli elementi del “Rondò veneziano”, festino in cui la tradizione carnevalesca sammichelina si fonde con la preziosità del Carnevale di Venezia.

L’idea di ispirarsi al magico mondo veneziano è nata – come ci spiega Candido Daresta, il caposala – da Antonio e Antonella Milillo che, assieme al gruppo degli organizzatori composto da Candido e Chiara Daresta, Vito e Lucia Cici, Antonio e Domenica Fieschi, hanno ricreato una cornice d’altri tempi.

CIMG_0222ome sottolinea Daresta, da questa passione per il Car nevale è nato un festino il cui elemento distintivo è “la classe. Specialmente Antonio Milillo, che sta lavorando da tanto tempo, ha voluto – perché è un sentimentale, un romantico, un’artista – mettere in risalto la classe. Ecco perché l’ha chiamato Rondò veneziano. Questo è l’elemento fondamentale”.

Il caposala, che organizza il Carnevale per il secondo anno consecutivo con questo team, ma che è un veterano delle tradizioni carnascialesche sammicheline, alla domanda: “Si dice che il Carnevale a Sammichele sta cambiando di anno in anno. Secondo voi cosa si potrebbe fare per recuperare la sua essenza?”, ci risponde: “Sono d’accordo, perché è una cosa naturale. Si evolvono gli eventi, le persone, proprio a livello genetico ci si IMG_0225trasforma. Perciò noi non possiamo pretendere che le tradizioni rimangano così come sono. Allora noi cosa possiamo fare? Io lo dirò anche la prima sera di Carnevale e l’ho detto sempre: simulare, simulare il Carnevale antico. Quando noi siamo nella sala dobbiamo essere attori cioè ognuno di noi deve essere attore, deve spogli arsi del proprio ruolo e vestirsi, in quel momento, del ruolo di una volta. Allora l’uomo deve fare il cavaliere, la donna deve fare la dama, la maschera, il caposala. Ognuno di noi deve rispettare il ruolo di queste figure antiche del carnevale, in quel momento si simula, si drammatizza; allora questa sala diventa un palcoscenico dove tutti quanti stiamo recitando, tutti. Questo si dovrebbe fare per recuperare le radici della tradizione carnevalesca”.

PAPDa parte dell’organizzazione c'è particolare attenzione ai giovani a cui è affidato il compito di tramandare e ripercorrere le orme dei “motoristi” di un tempo: ovvero i deejay di oggi. Daresta continua spiegando che il festino ha "due deejay validissimi. Io ho scelto loro per due motivi: perché sono bravi e perché sono giovani e io voglio incentivare anche il giovane perché sta perdendo questa tradizione del Carnevale; io voglio catturare i giovani. Sono Donatello Deramo e Vito Santoiemma”.

Nel suo ruolo di caposala Candido sarà affiancato da un vice, come lui stesso sottolinea: “devo aggiungere che come vicecaposala ci sarà ancora una volta Luca Spada, il quale ogni anno mette in palio un premio, essendo anche sponsor ufficiale del festino con la sua azienda di arredamenti. Quest'anno, alla miglior mascherata sarà regalata una parete attrezzata. Che possa essere questo un incentivo? Speriamo. E questo è importante, dato che la scorsa sera abbiamo discusso in una riunione comunale, per spronare le mascherate a migliorarsi sempre di più, perché le maschere stanno scarseggiando e questo, per me, rappresenta un pericolo per la tradizione del Carnevale”.

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