
Presso lo stabilimento "Giuliano" di Turi, si è tenuto nella serata di ieri, 24 marzo, un incontro tecnico sul Ciliegio 2010.
“Questa riunione è una ricorrenza che si ripete presso lo stabilimento già da 6-7 anni - ha ricordato il moderatore, dott. Pierpaolo Armagno - ma quest’anno si respira nell’aria un grande fermento a causa delle difficili condizioni e risultati che si prospettano nella raccolta cerasicola per l’annata 2010”.
Primo relatore della serata è stato il dott. Luigi Catalano, direttore del Consorzio Vivaistico Pugliese, che ha presentato degli “Aggiornamenti tecnici per la cerasicoltura pugliese” dai quali è emerso il carattere favorevole del nostro territorio e il grande cambiamento che la nostra terra ha dimostrato con l’ampliamento del calendario cerasicolo e l’introduzione di nuove varietà extra-precoci ed extra-tardive. Ha inoltre mostrato le differenze di coltivazione tra la nostra terra e i territori spagnoli, francesi e turchi.
Poi è stato il momento del dott. Antonio Guario, direttore dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, impegnato nell’area delle politiche per lo sviluppo rurale al servizio per l’agricoltura, ha presentato una relazione sulle “Norme di difesa integrata nell’ottica dell’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”, dalla quale è apparsa rilevante la necessità dei produttori e delle aziende di produzione di rivolgere grande attenzione ai rischi che i prodotti fitosanitari possono avere sulla salute degli uomini, consumatori del frutto, e sull’ambiente. Tra le particolari forme di avversità che possono abbattersi sul ciliegio e su tutti gli altri alberi da frutto, sono state osservate alcune calamità funginee, come la Monilia, o il Corineo, e ancora la Cocciniglia, la Mosca delle ciliegie e molti altri, dei quali è stato spiegato l’evoluzione e le moderne tecniche di difesa.
Infine ha preso la parola la dottoressa dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, Anna Percoco, che ha parlato “dell’ Emergenza Sharka e la sicurezza del materiale di propagazione vegetale”. Ha mostrato gli effetti di questo tipo di calamità che, non ancora presente nel nostro territorio, è stata bensì rilevata in alcune coltivazioni italiane. Si abbatte sulle rosacee, non solo sui ciliegi, ma anche su altre piante da frutto come albicocchi e susine e su alcuni fiori.
Il pubblico numeroso ha seguito con attenzione gli interventi degli esperti. Tra i tanti produttori abbiamo riconosciuto persone di Turi, Casamassima, Sammichele, Rutigliano e Conversano.
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