Martedì 07 Febbraio 2012
   
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VISIONE E MISSIONE DELLA DEMOCRAZIA

silvia_godelli

“Visione e missione della democrazia”. È questo il titolo dell’appuntamento, organizzato il 10 Aprile, che ha concluso il ciclo di dodici incontri della “Scuola di Formazione all’impegno sociale e politico”, voluto dall’associazione “Plur@le”.

Il progetto, che avrà una durata triennale, quest’anno ha riscontrato tra le 20 e le 40 presenze, obiettivo importante per l’associazione che, come ha precisato il presidente Franco Deramo, ha desiderato fortemente e ha voluto organizzare questa serie di conferenze atte a inculcare e recuperare l’idea di bene comune e di dialogo.

L’ultimo incontro è stato aperto alla cittadinanza come segno del cammino che è stato svolto e, soprattutto, per l’importanza dell’oggetto trattato: “visione e missione della democrazia sono un tema che deve riguardare la nostra dimensione territoriale”, ha affermato Deramo.

Relatrice dell’incontro è stata la prof.ssa Silvia Godelli, Assessore alla Regione Puglia, che ha esposto il suo punto di vista sulla democrazia, parola che va sempre più svuotandosi del suo valore semantico e concreto.

Democrazia, ovvero potere del popolo, ha perso la sua concretezza dal momento in cui “il voto che rappresenta potere, esercizio del potere” è divenuto merce di scambio. Sempre più imponente, infatti, la presenza di politici che barattano il voto con presunte promesse.

“Il nostro appare sempre più - come ha esposto la prof.ssa - un sistemIMG_0380a di democrazia nel quale il ruolo del cittadino è contemporaneamente svuotato e limitato”. Sicuramente a monte di tale effetto c’è la mancata consapevolezza del ruolo della Costituzione italiana, tra le più avanzate del mondo. Redatta da personalità straordinarie, che venivano fuori da esperienze di grande spessore politico-sociale come il Fascismo e la Resistenza, deve essere uno strumento nelle mani dei cittadini.

La Carta dei diritti e dei doveri, infatti, è alla base della democrazia e rappresenta un fattore che, “se ignorato, mal interpretato o peggio non applicato, finisce irrimediabilmente con essere un’arma a doppio taglio”.

Una riflessione importante a tal proposito, come ha affermato Silvia Godelli, può essere fatta in relazione alla “contrapposizione territoriale tra realtà del Centro-Nord, le quali rivendicano una separazione, e il Mezzogiorno, che vive nell’ottica di un’unità del Paese. Proprio nella visione separatista del Federalismo, inteso come gerarchia di interessi personali, vi è una profonda antitesi nei confronti della Costituzione stessa”.

Dalla conferenza è emerso, inoltre, che il mancato democraticismo italiano è frutto della presenza di “eroi” della scena politica che, più che informare i cittadini, basano la loro propaganda sulla comunicazione. Elemento a volte fuorviante e carico di acriticismo.

Un’incontro concretamente valido che ha realmente evidenziato le problematiche statali, regionali e territoriali. Come ha sostenuto Franco Deramo, infatti, “è fondamentale per Sammichele il superamento del radicalismo che si è venuto a creare dopo le elezioni che hanno diviso in due parti il paese”. È importante il ritorno al dialogo da parte dei cittadini e delle autorità politiche.

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