Martedì 07 Febbraio 2012
   
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SAKROS E MYTHOS IN MOSTRA: FOTOGALLERY

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I miti e i riti, le vie del sacro e quelle del profano sono i fili conduttori della mostra d’arte contemporanea “Sakros e Mythos”, inaugurata il 18 c.m., presso la Galleria san Giuseppe di Polignano a mare.

Nella splendida cornice del centro storico di questa città-gioiello pugliese, racchiuse in quella che un tempo era una piccola chiesa, è possibile osservare le opere degli artisti Sandro Ciriscioli, Vincenzo Girolamo, Pino Mascia e dei sammichelini Domenico Micucci e Giuseppe Vittore.

Come ha sottolineato il critico d’arte Giustina Coda -docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bari- “sensibilità differenti, essenze e tecniche diverse ‘legano’ i cinque artisti della mostra. Il loro fare arte guarda con consapevolezza storica e critica alla tradizione nella quale non si sentono imbrigliati ma da cui sono sospinti verso una linea di ricerca che assume tutti i caratteri più elaborati e definiti nella contemporaneità”.

Una ricerca che parte dallo scoprire le svariate forme del legno quella di Vittore, scultore sammichelino che celebra il divino ma soprattutto la bellezza racchiusa nelle radici; bellezza che solo l’animo sensibile e spontaneo dell’artista è in grado di far emergere. Una mano, quella del poeta del legno, guidata solo da ciò la materia stessa gli indica. Come lui stesso ci rivela, infatti, “non sono io che decido la forma da dare al legno, è il legno che mi parla”.

Stampe digitali che ritraggono la frammentazione del corpo umano sono le opere di Girolamo  -artista e docente dell’ Accademia di Belle Arti di Bari- che, con le parole di Giustina Coda, “si muove tra l’eloquenza della pittura e l’immagine tecnologica, lasciando vivere l’opera sul sottile confine della verità e della finzione, suggerendo con spontanea naturalezza ed efficacia, un fine ed invitante gioco mentale”.

“I paesaggi di colore di Ciriscioli affondano le radici nel tempo più che nello spazio di un territorio o di un’area geografica”. Ci troviamo dinnanzi a vere e proprie esplosioni di colore     -gialli, rossi, arancio-  che si accostano a toni scuri. Contatti che rivelano la spontaneità e il senso di libertà dell’artista –docente presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino-  e, nel contempo, permettono allo spettatore di instaurare un dialogo con le opere, volto a catturare il senso del finito e dell’infinito che coesistono nella forza espressiva del colore.

Sono cavalli e volti umani i soggetti prediletti dal sammichelino Micucci, docente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, che rivelano con i loro movimenti e caratteri l’energia vitale. Colori di forte impatto, dati dall’utilizzo di polveri metalliche e da un gusto fortemente espressionista, ci raccontano “l’uomo o la bestia – come afferma la Coda - rivestiti di colore, chiusi, ma non fissati, in linee ampie e tumultuose”.

Forte presenza spaziale hanno le opere in bronzo di Mascia (anch’egli docente presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino): busti e teste rievocano un’atmosfera dal sapore classico che si coniuga con una visione dell’arte fortemente personale. Si realizza così la fusione tra il mito, la memoria e la libertà interiore che si rivela in una elaborazione, tutta personale, della materia. “La potenzialità espressiva del bronzo consente un colloquio nello spazio, armonioso, pur nelle sporgenze, nelle piccole masse, negli ‘inserti’ che si protendono e che si risolvono in una simbolica dialettica”.

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