Lo scorso lunedì, l’azienda import-export dei fratelli Di Palma ha ospitato l’incontro-dibattito tra l’assessore regionale all’agricoltura Dario Stefàno, il consigliere regionale Michele Boccardi, Saverio Di Palma (coordinatore politiche agricole provinciali per l’Udc) ed alcuni rappresentanti di categoria. Oggetto di discussione sono state le difficoltà in cui versa l’agricoltura pugliese.
Il consigliere Michele Boccardi ha ricordato come sui territori di Conversano, Turi, Sammichele e Casamassima si produca il 6% della produzione nazionale di ciliegie, percentuale che stride con lo stato di grave abbandono dell’intero indotto. La soluzione starebbe nel “creare delle sinergie per iniziare ad avere una visione condivisa delle scelte che caratterizzeranno il settore agricolo nei prossimi anni”. Il primo passo, a parere del consigliere, potrebbe essere l’acquisizione della denominazione “Made in Puglia”.
È stata poi la volta di Saverio Di Palma, il quale ha centrato il suo intervento sulla carenza delle politiche agricole nazionali, ree d’aver trascurato l’agricoltura del sud. Caso emblematico lo si ritrova nei fondi Fas, dirottati – con chiaro intento propagandistico – sugli allevatori del nord per rimediare allo sforamento delle quote latte. A detta di Di Palma, dunque, s’impongono celeri investimenti strutturali per rinnovare il mondo agricolo, dotandolo di nuove tecnologie che rendano il comparto sempre più competitivo rispetto al mercato europeo.
Ha chiuso l’incontro l’assessore regionale Dario Stefàno che, dopo aver illustrato il lavoro fin qui svolto per il rilancio del settore, ha evidenziato il valore strategico del ‘fare squadra’: “In Trentino esiste un solo Consorzio di agricoltori, laddove tutti i produttori di mele confluiscono il loro raccolto e i compratori hanno un solo interlocutore. Ciò agevola il piazzamento del prodotto nella grande distribuzione a tutto vantaggio dei piccoli e grandi produttori”.
A differenza del sud dove vige una “gran confusione che crea concorrenza nei mercati con un chiaro abbattimento dei prezzi che mette in ginocchio l’intero indotto”.
“Invito il mondo agricolo – ha esortato l’assessore regionale – a cambiare mentalità, a guardare alle iniziative da tempo avviate al nord e a condividere un percorso comune. Credetemi, se così non sarà, per me o per chiunque altro diventerà impossibile riuscire a dialogare con tremila teste diverse”.
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