Domenica 20 Maggio 2012
   
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CONCORSO PER I 150 ANNI DELL’UNITÀ D’ITALIA

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Per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia, il Comune di Sammichele ha indetto un concorso, intitolato ‘150 anni di Unità – Percorsi di ricerca dei valori dell’unità nazionale’, rivolto a singoli studenti, classi o gruppi di studenti delle classi della Scuola Primaria e Secondaria dell’Istituto comprensivo di Sammichele di Bari.

 

L’Assessore alla Cultura Linda Savino ha sottolineato l’importanza del progetto che ha come scopo la sensibilizzazione delle nuove generazioni relativamente ai valori dell’Unità d’Italia e alla storia del Risorgimento. In modo particolare il concorso mira a portare alla consapevolezza di questo periodo storico attraverso la conoscenza di luoghi, persone, documenti e storiografia.  Particolare attenzione sarà rivolta all’analisi e alla conoscenza della Costituzione italiana.

In un momento difficile per il nostro Stato – in cui non tutti i cittadini italiani si sentono “fratelli d’Italia”; in cui non tutti condividono l’Unità, l’inno di Mameli e il tricolore; in cui ci sono parlamentari che siedono al Parlamento italiano, che in tutto il mondo rappresentano l’Italia, ma vogliono la sua scissione poiché non ritengono di appartenervi – questa iniziativa ha un grande valore memoriale e idealistico, soprattutto per il Sud.

In un momento in cui si vuole fare della cultura uno status sociale destinato a pochi, e, dunque, non più un diritto ma una possibilità economica, è fondamentale indurre i giovani a riscoprire le proprie radici, la propria identità nazionale e, soprattutto, i principi che hanno animato, a partire dal 1861, la volontà di rendere l’Italia una terra in cui trionfassero la LIBERTÀ degli individui e la DEMOCRAZIA.

Una libertà che viene svilita quotidianamente nel suo significato, soprattutto da chi ci rappresenta; che è divenuta un mero significante atto ad alludere a ciò che invano si promette ma che difficilmente si realizza. Una libertà in cui i giovani non devono mai smettere di credere; che devono nuovamente cercare di raggiungere, per poi impegnarsi a difendere.

Una democrazia che non deve figurare semplicemente come sistema di governo ma che deve, effettivamente, essere il ‘potere del popolo’; di un popolo che ha la pretesa di poter esprimere i propri bisogni, le proprie idee, con il diritto – e non con la speranza – di essere ascoltato.

Per far ciò è necessario educare i giovani, che sono il presente e il futuro, a conoscere i valori, i sentimenti, gli ideali, che hanno animato gli uomini che hanno lottato per unire l’Italia e renderla uno Stato in cui tutti dovrebbero essere “fratelli d’Italia”.

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