In onore della Santa Pasqua e, soprattutto, per comprendere le tradizioni del nostro paese ad essa legate, abbiamo effettuato delle ricerche di carattere storico per farvi conoscere e raccontarvi le radici a cui, tutt’oggi, sono ancorati i riti sacri e profani che si svolgono nel periodo pasquale.
L’entrata di Gesù a Gerusalemme, a cavallo di un asino, fu accolta da una folla trepidante di uomini, donne e bambini che agitavano le palme strette nelle loro mani: il figlio di Dio veniva riconosciuto come Salvatore.
La palma d’ulivo, albero padre di frutti preziosi per la civiltà contadina, rappresenta un elemento imprescindibile della Settimana Santa dei Sammichelini. La domenica antecedente quella pasquale, infatti, avviene il simbolico scambio delle palme, portatrici del messaggio cristiano di pace, emblemi di serenità.
La preparazione delle palme è un momento sentito e atteso, che inizia giorni prima: si provvede ad abbellirle con nastrini colorati, colombine di cartone, fiori secchi. C’è poi chi realizza dei veri e propri trionfi del lavoro manuale, ovvero ramoscelli d’ulivo intrecciati o, palme – ricavate dall’albero di palma – ordite abilmente e, in alcuni casi, rese ancora più suggestive dal cuore di Gesù (creato con il medesimo materiale) apposto sulle estremità.
La domenica delle Palme, dopo la consueta benedizione, celebrata davanti alla Chiesa della Madonna del Carmine, si provvede a far visita a parenti e amici, portando con sé le palme che vengono donate nel momento dello scambio degli auguri.
Un tempo – sia quando il momento della benedizione avveniva ancora all’interno della parrocchia, sia quando fu trasferito all’esterno – i fidanzati portavano, per la consueta cerimonia, palme rigorosamente abbellite, accompagnate da grandi bouquet di fiori, adagiate su vassoi. Accanto ad esse prendevano posto anelli, collane o bracciali da donare, assieme al ramoscello d’ulivo, alle proprie fidanzate.
Per molti giovani, infatti, la domenica delle Palme coincideva con il giorno del fidanzamento ufficiale, del regalo importante e impegnativo, da consegnare alla propria fidanzata come simbolo della promessa di matrimonio, alla presenza di entrambe le famiglie. I più anziani ricordano ancora quanta curiosità animava, in particolar modo, le bambine che recatesi in Chiesa per benedire i loro ramoscelli, volevano conoscere la destinataria della palma e, quindi, del corrispettivo gioiello.
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