
E' da qualche tempo che nel nostro paese si verificano veri e propri atti vandalici a danno di opere pubbliche, o comunque del patrimonio sociale, perpetrati molto probabilmente da gruppettini di giovanissimi.
Tra questi atti grave è la mutilazione e l'imbrattatura con della vernice rossa del menhir preistorico collocato presso l'incrocio alla via di Turi.
Ora, questo monumento, nel caso fosse autentico, come sembrerebbe dall'insegna che lo indica, avrebbe una tale importanza che lo si dovrebbe tutelare con protezioni idonee e, inoltre, potrebbe essere ben gestito, fonte di guadagno per le secche casse comunali.
Infatti il menhir (dal bretone "men" e "hir" = pietra lunga ) è un monumento preistorico, una pietra monolitica, eretta solitamente in età della pietra; assieme ai dolmen è abbastanza diffuso in Italia, in particolare in Sardegna, Piemonte, Puglia, Liguria.
Nella nostra regione si ergono sia menhir, che dolmen, che specchia.
Riguardo ai primi, sono presenti soprattutto nel Salento; nel Barese è famoso quello sulla strada tra Modugno e Bitonto.
Potevano essere innalzati singolarmente o in gruppi, la loro forma è generalmente squadrata, e possono raggiungere anche i 20 metri d'altezza.
Il dolmen è il piú antico monumento megalitico presente nel territorio, il nucleo centrale di una architettura funeraria dell’era pre-classica. Viene collocato nell'arco di tempo che va dalla fine del V millennio a.C. alla fine del III millennio a.C..
Noti sono quelli salentini e del territorio di Bisceglie.
Sono costituiti da due o più lastroni verticali di pietra che sorreggono grandi lastre orizzontali. Originariamente la struttura era protetta dal tumulo, una collinetta di terra e pietre di grandi dimensioni.
Il nome specchia deriva dal latino “specula”, ovvero osservatorio, erano dunque posti per studi strategici.
Alcuni studiosi ritengono che originariamente fossero posti sepolcrali, e che solo successivamente divennero piccole fortezze o posti di osservatorio.
In Puglia li troviamo nell'alto Salento, Valle d'Itria, alta Murgia, realizzati con la sovrapposizione a secco di lastre calcaree provenienti dallo spietramento a mano della parte superiore del suolo murgiano e salentino.
Sono semplici ammassi di pietre che vanno a formare piccoli dossi di pietrame calcareo sparsi per la campagna.
Queste sono di forma conica, per un'altezza massima anche di 10 - 15 metri.
Ora, è un peccato che il nostro paese, piccolo per dimensioni e povero di esercizi e strutture, non sia in grado di sfruttare il patrimonio che possiede, che comunque se ben gestito, porterebbe più turismo, e soprattutto dovrebbero essere gli stessi cittadini ad averne cura.
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