Domenica 20 Maggio 2012
   
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VIAGGIO TRA LA STORIA E I PRODOTTI DELLA SAGRA

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A causa della mancanza di fondi, si pensava di dover dare l’addio – almeno per quest’anno – all’unico evento che rende popolare Sammichele di Bari in tutta la Puglia. Ma, dopo svariate polemiche e numerose voci di paese, una certezza: la 45esima Sagra della zampina, del bocconcino e del buon vino, si farà!

La famosa Sagra è nata nel lontano 1967, per mano del prof. Dino Bianco (uomo di grande spessore culturale e morale, ideatore del Museo della Civiltà Contadina), con l’intento di promuovere i prodotti locali e, in modo particolare, la zampina del macellaio Francesco Deiure.

La ‘zampina’ è frutto della creatività dei macellai sammichelini che hanno cercato di sfruttare pezzi di carne meno pregiati per ottenere una gustosa salsiccia. Per questo, sebbene, essa rientri nella gastronomia povera, la sua preparazione è piuttosto elaborata. Per ottenere un’ottima zampina sono fondamentali la pancetta di bovino, la pancetta di ovino, sale, pepe, formaggio, pomodoro pelato e basilico. Ma, si sa, ciascun macellaio ha i propri segreti e utilizza un personale dosaggio degli ingredienti; ciò fa sì che ogni macelleria produca un prodotto dal gusto unico e inconfondibile.

La particolarità di questa salsiccia (dal diametro di circa 1,5 cm) è che viene avvolta su se stessa, a mò di spirale, per essere cotta, secondo tradizione, sulla brace. Attualmente, però, ci sono svariate ricette innovative che coinvolgono questo prodotto; una delle più deliziose è quella a base di orecchiette, zampina e funghi porcini.

Curiosa è l’etimologia del termine: alcuni hanno ricondotto la parola “zampina” a “zampetta” o “piccola zampa”, altri al fatto che, essendo questa una salsiccia più sottile dello zampone, sia stata denominata con un diminutivo.

Accanto alla zampina, prodotto inimitabile di Sammichele è la ‘fecazze a livre’ (la focaccia a libro) che, nel 2008, è stata iscritta nell’albo dei prodotti caratteristici della Regione Puglia ed è rientrata nei 4000 prodotti tipici italiani. Questo piatto succulento fa parte della storia contadina del nostro paese: farina, abbondante olio, sale e origano (in alcuni casi olive nere, uva passa o pomodorini) gli ingredienti. Il suo nome deriva dalla forma particolare che le si conferisce: la sfoglia condita viene arrotolata e poi avvolta su se stessa, come una spirale. Quando viene tagliata appare composta da tanti fogli, proprio come un libro.

Tra i tanti prodotti che Sammichele offre agli ospiti menzioniamo: mozzarelle, vino primitivo, ghiemmeriedde, taralli, frise, focacce, dolci in pasta di mandorle.

Accanto alla bontà della tradizione culinaria, ricordiamo che, negli anni passati, punto di forza della Sagra è stato il cantante. I concerti, assolutamente gratuiti, sono sempre risultati di forte attrattiva per il pubblico, accorso da tutte le città limitrofe e non, per ascoltare artisti come Mango, Fiorella Mannoia, Alex Baroni, Luca Carboni, Edoardo Bennato, Albano, Vandelli, Grignani, Zarrillo, solo per citarne alcuni.

 

 

Commenti 

 
#4 francesco 2011-10-29 11:41
caro Mino Miale, oltre alla presunta ricetta turese ,da lei citata, ce ne sarebbe anche una utilizzata da qualche macelleria di gioia del colle...fermo restando che ogni paese può rielaborare qualsiasi ricetta specificando però la nuova provenienza e arricchendo in questo modo la propria offerta gastronomica..sarebbe meglio puntare su prodotti già da tempo pubblicizzati e di sicura appartenenza alla propria tradizione ,e ,nel caso di una sagra, affiancarli come elemento secondario ad un prodotto più popolare in modo da non "pestarsi i piedi a vicenda" come è avvenuto a gioia, paese notoriamente conosciuto per la produzione casearia, con la creazione della sagra dello zampino
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#3 Mino Miale 2011-10-22 15:37
Direi di non scadere inultimente in ovvi campaninilismi: se i macellai turesi non sono stati in grado di promuovere (negl anni settanta)con Sagre la loro merce, ha fatto l'intelligenza culturale di Dino Bianco a trasformare Sammichele in meta di turismo gastronomica di eccellenza. Tutto qui, voi a Sammichele sapete ben stare costruendo insieme, noi a Turi ci facciamo del male egoisticamente distruggendo il bene pubblico. La zampina turese spero conservi nel tempo la sua originale differenziazione da quella sammichelina, comunque, altrimenti che cultura gastronomica sarebbe?
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#2 francesco 2011-09-30 10:19
mi dispiace ma La Sagra della Zampina è nata a Sammichele. Capisco che a turi avete il brutto vizio di attribuirvi la paternità di prodotti che non vi appartengono, ma reclamare addirittura la NOSTRA sagra mi sembra un'esagerazione :-)
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#1 turi 2011-09-26 17:20
ma sbaglio o la sagra della zampina è di origini turesi??????????????? mi informerò meglio e vi farò sapere.ciao belli! :-*
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