Domenica 20 Maggio 2012
   
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GIUBILEE…RO: IL FESTINO DU 'GEBBELLÈR'

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Atmosfera di divertimento e di gioia; voglia di stare insieme, di passare qualche ora all’insegna della spensieratezza e del ballo, di creare confusione e baccano – quello che nel dialetto del nostro paese è detto “gebbellère” – : in una parola “Giubilee…ro”.IMG_5287

Tra gli organizzatori di questo festino (Filippo Iacovelli,   Antonio Argentieri, Angela Lotito, la deejay Lucia Castellaneta, Daniele Procino, Giulia Spinelli, Adil, Stefania Abbondanza, Saverio Mallardi, Gerardo Cafaro, Menica Boscia), infatti - come  sottolinea il caposala Gianfranco  Castellaneta – aleggiano tanto entusiasmo e, soprattutto, grande amicizia.

“La cosa più bella del festino – rivela Castellaneta – è l’anteprima: arriva novembre e ti ritrovi con tutti questi amici a ridere, a scherzare, a divertirti e, contemporaneamente, a realizzare il festino. Per la concretizzazione impieghiamo molto tempo; però lavorare è divertente…”

È un festino il cui elemento caratterizzante e grande punto d i forza, come sottolinea il caposala, consiste proprio nell’essere “prettamente un ‘festino’ tradizione, in cui si incontrano diverse generazioni: dai bambini agli adulti, passando per i ragazzi. Noi speriamo, crediamo di riuscirci”.

Oltre allo spirito di ritrovarsi, di stare insieme e di scherzare, quindi, c'è anche la tenacia di mantenere salda una tradizione del nostro paese che trova uno scarso appiglio nei giovani, incapaci di esporsi in prima persona e di impegnarsi in un progetto faticoso e dispendioso.

Castellaneta continua spiegandoci che “ragazzini che vogliono fare i capisala non ce ne sono anche perché il ruolo di caposala è qualcosa che si ha nel sangue, nel dna familiare. Fidati: se il mio e gli altri festini cessassero di esistere, cesserebbe di esistere anche il Carnevale poiché i giovani non vogliono impegnarsi”.

Così, alla domanda: “Si dice che il Carnevale di Sammichele stia cambiando, secondo lei cosa si potrebbe fare per recuperarne l’essenza?”, Gianfranco Castellaneta ci risponde: “Sino a qualche anno fa i giovani, non avendo svaghi, non vedevano l’ora che arrivasse il Carnevale per scatenarsi e divertirsi. La differenza tra ieri e oggi è proprio questa: domani finisce il Carnevale e dopodomani si balla da un’altra parte. Il fatto di ballare è divenuto monotono e il festino è semplicemente un diversivo”.

 

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