Martedì 07 Febbraio 2012
   
Text Size

SOLO TRE FALO' NELLA NOTTE DI SAN GIUSEPPE

falo_sammichele_2 Anche quest’anno, grazie al prezioso impegno di alcuni amanti delle tradizioni, Sammichele ha potuto mantenere vivo l’antico rito dei falò di San Giuseppe.

falo_sammichele_1Ad illuminare la notte di questa festività, però, solo tre falò: quello, immancabile, dell’associazione Pro Loco "Dino Bianco", quello dell’Associazione "U Farnale" e uno privato allestito da Vitangelo Marinelli e Ambrogio Dalfino.

Sembrano lontani i tempi in cui, in questo giorno, nel paese si creava una sorta di pellegrinaggio con la gente che faceva il giro dei falò per giudicare quale fosse il più grande, il più bello o il più ospitale. Nei giorni precedenti alla festività era un rito fare a gara tra i rioni per accumulare il maggior quantitativo possibile di fascine dalla potatura delle viti e degli ulivi.

L’obiettivo era unico, comune a tutti: realizzare il falò più grande del paese, che potesse durare più a lungo degli altri.

E il significato del falò era profondo: il fuoco veniva visto come un’occasione per festeggiare e riunire le famiglie. La loro accensione era anche un rito propiziatorio: servivano ad ingraziarsi le forze della natura, ad indicare che l’inverno, con i suoi rigori, cedeva il passo alla primavera, stagione dei raccolti e della rinascita della natura.

Ma nonostante l’impegno profuso dagli organizzatori dei tre falò mirasse proprio a questo lodevole obiettivo, il numero dei visitatori è risultato inferiore rispetto agli anni scorsi. Colpa del freddo che ha impigrito un po’ tutti, dei malanni stagionali oppure della graduale perdita dei valori falo_sammichelegenuini di un tempo da parte dei giovani?

Attorno al falò della Pro Loco, come vuole la tradizione, sono stati offerti ai presenti taralli e ceci innaffiati da vino casereccio a volontà, il tutto accompagnato da della buona musica che ha rallegrato l’atmosfera.

Vito Nicola Spinelli (meglio conosciuto come “Colino U’Mess”), ha, invece, arrostito accanto al suo falò patate e cipolle, rimandando ai profumi e ai ricordi dei tempi passati.


L’auspicio è che Sammichele non dimentichi il sapore genuino delle tradizioni che fanno parte dell’identità storica e culturale del paese.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI