Martedì 07 Febbraio 2012
   
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LE QUATTRO STAGIONI… NELLE FOTO DI MICHELE SAVINO

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Dopo un anno e mezzo dalla sua ultima mostra interamente dedicata all’autunno, Michele Savino – conosciuto da tutti con il diminutivo di ‘Michelino’ – è tornato a immortalare la natura in un’esposizione fotografica intitolata “Le quattro stagioni”.

“Dopo la mostra sull’autunno – ci spiega il fotografo – la gente mi ha chiesto di documentare anche le altre tre stagioni, così, è nata l’idea di raccontare, con semplicità, la primavera, l’estate, l’autunno e l’inverno”.

Guardando con attenzione le foto, stampate su tela, si può cogliere la sensibilità di Michele per quella che lui stesso definisce una “passione” e non un lavoro: la fotografia. Michelino è considerato da tutti il fotografo storico del nostro paese, colui che ama documentare, con estrema dedizione, ogni attimo di vita di Sammichele.

Protagonista indiscussa dell’esposizione è la natura che si sprigiona in ogni sua forma e in ogni suo colore: fiori, frutti, insetti, animali e alberi sono stati catturati dall’obbiettivo della macchina fotografica con l’intento di sottrarli allo scorrere del tempo. Sfumature quasi impercettibili e contrasti cromatici, privi di alcun artificio umano, si regalano allo sguardo rapito dell’osservatore con estrema naturalezza, in una trionfante policromia.

Michele con la sua migliore amica – la macchina fotografica – si avventura in lunghe passeggiate, a piedi o in bicicletta, per le campagne di Sammichele pronto a catturare la bellezza della flora spontanea e immagini inconsuete che solo la natura sa offrire (famiglie di porcospini, alberi sradicati, insetti che si posano sui fiori), nelle diverse ore del giorno.

Anche in questa personale, però, non manca la paesaggistica: scorci e vedute del centro storico che il fotografo ha immortalato da varie angolazioni e che si mostrano nel biancore della calce delle pareti o nel caldo marrone della pietra antica. Sono presenti, inoltre, gli strumenti da lavoro di un tempo che, appesi ai chiodi dei nudi muri, sono pronti a raccontarci la storia delle nostre origini, di quella civiltà contadina a cui Michele è profondamente attaccato.

“Il mio intento – ci confida Michele – è far conoscere e documentare ciò che all’occhio umano, molto spesso, sfugge”. Foto che, dunque, vanno lette e non solo guardate proprio perché, come libri, sono pronte a regalaci le impressioni di chi le ha realizzate e a sollecitare, in chi le interpreta, forti emozioni.

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