Prosegue il cammino del Centro Studi di Storia Cultura e Territorio di Sammichele per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, attraverso la serie di conferenze “L’Unità d’Italia vista da sud”.
Ieri 18 Febbraio, il quinto appuntamento, aperto con la frase riferita al Meridione “Questo paese è la negazione di Dio eretta a sistema di governo”, ha visto l’intervento del giornalista e scrittore Pino Aprile che ha presentato il suo ultimo lavoro “Terroni – Tutto quello che è stato fatto perché gli Italiani del Sud diventassero ‘Meridionali’”.
“Il testo che ha creato tanto scalpore”, come ha affermato Giacomo Spinelli, membro del Centro Studi, “è un lavoro sovversivo che inquadra il Meridione dal periodo dell’Unità d’Italia sino ai giorni nostri”. “Terroni”, inoltre, è uno dei molteplici mezzi di cui potersi avvalere, secondo lo studioso, per provare a costruire un’Italia nuova, “togliendo un po’ di polvere”.
Egli ha proposto un’immagine del Meridione non arretrato culturalmente ed economicamente, in cui erano presenti una viva e prosperosa civiltà letteraria e floride industrie che arricchivano il Sud ma che, da un giorno all’altro, sono state chiuse.
“Al sud si fece carne di porco”. Con questa dura affermazione il giornalista ha evidenziato il costante tentativo politico, economico, sociale, di costruire la subalternità dei Meridionali, istillando loro l’idea che erano e sono il male. “Ciò ha costituito la separazione dell’Italia”.
“Italia: splendido paese che meriterebbe di essere unito a distanza di 150 anni dalla sua unità”. Paese in cui la scissione tra Nord e Sud, in 150 anni non è stata sanata ma è stata acuita. Paese in cui è possibile riconoscere il Nord dal Sud e i Meridionali dai Settentrionali. Paese in cui ci sono Italiani che non vogliono l’Italia e che non si identificano nel suo Inno nazionale.
E alla luce di queste innumerevoli contraddizioni, secondo Pino Aprile, ci si rende conto che “è inutile festeggiare l’Unità d’Italia, se l’Italia non c’è”.
Per l’autore di “TERRONI”, infatti, l’unica base per arrivare ad una concreta unità – in cui, finalmente, i Meridionali non accettino più il meno e i Settentrionali non li considerino più ‘terroni’ – è “un agire dato da un diverso sapere”.
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