Domenica 20 Maggio 2012
   
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SAVINO E VITTORE: L’ARTE CHE RACCONTA

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In una Sammichele animata dalla festa di San Rocco, immersa nei colori scintillanti delle luminarie, trascinata dalle sinfonie delle musica classica e dalla suggestione della processione in onore del santo, due espressioni artistiche diverse, pittura e scultura, si sono incontrate per dar vita alla mostra accattivante dei maestri Michele Savino e Giuseppe Vittore.

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Michele –  conosciuto da tutti come ‘Michelino’ – ha voluto raccontare il nostro paese attraverso le  immagini immortalate dalla sua macchina fotografica, vecchia compagna di cammino, con la quale non perde mai un attimo di vita paesana, ma, al contrario, ne ricava splendidi bozzetti che rimangono vividi nel trascorrer dei giorni.

 

Le vedute del paese antico, regalate dal terrazzo di Castello Caracciolo; il biancore della Chiesa madre e della piazza che impallidiscono maggiormente a confronto della forza cromatica dei colori primari e complementari di un “traìne” posteggiato in primo piano; un poster che racconta alcuni dei momenti sostanziali, succedutisi negli anni, della prima settimana di settembre, ovvero della festa in onore di San Rocco da Montpellier, sono solo alcune delle scene raccontate dalle stampe su tela dello storico fotografo di Sammichele.

Ma anche la natura che si racconta e dischiude il suo mondo. Cavalli, porcospini, lucertole: l’occhio rispettoso e attento di Michele ne ha colto anche i più piccoli dettagli e i più sorprendenti atteggiamenti.

E la natura è l’elemento basilare su cui si fonda l’arte di Giuseppe Vittore, maestro del legno, che comunica col legno. Le sue mani esperte trasformano la materia lignea in forme umane e animali,  portando alla luce ciò che già di intrinseco in essa sussiste e racconta.

Giuseppe, infatti, come egli stesso sempre afferma, non decide la forma da conferire alle radici o ai pezzi di legno di ulivo, rovere, ciliegio, bensì interpreta i movimenti sinuosi o spigolosi degli stessi, traendone i più profondi significati. Essi, d’altra parte, si accompagnano ai sentimenti e alle sensazioni del maestro che conferisce un anelito di vita alla fredda materia.

L’arte che si racconta e che racconta di due mondi accomunati da sensibilità diverse ma simili nella volontà di farsi conoscere attraverso la bellezza e la narrazione. Giuseppe e Michele, due artisti che, seppur mediante forme artistiche differenti, dimostrano l’affetto, il rispetto e l’attaccamento alla propria terra, ai suoi luoghi, ai paesaggi, alle meraviglie naturali e alle materie che essa offre.

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