Domenica 20 Maggio 2012
   
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I MERIDIONALISTI E LA CULTURA STORICO-LETTERARIA

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Dopo la pausa estiva, venerdì è ripreso il ciclo di conferenze “L’Unità d’Italia vista da Sud”, organizzate dal Centro Studi di Storia Cultura e Territorio di Sammichele.

Al centro del dibattito, nella prima parte, il quadro dell’Italia nell’ottica di un meridionalista del primo Novecento, Giovanni Carano Donvito, illustrato dal prof. D’Onghia. Questi ha evidenziato che, nei primi anni del ventesimo secolo, “il Mezzogiorno veniva visto attraverso l’immagine di ciò che era il Sud prima e dopo l’Unità”.

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La figura di Carano Donvito – economista, nato a Gioia del Colle nel 1873 – è tutt’oggi fondamentale per condurre un’analisi finanziaria del Sud (in particolare della Puglia) relativa agli anni immediatamente successivi all’unificazione e comparata a quelli ad essa precedenti.

Nel 1906 il Parlamento italiano nominava una “Commissione d’inchiesta sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali e nella Sicilia”; pertanto, nel 1907, Carano Donvito veniva invitato a prendervi parte in qualità di ‘delegato tecnico sulle finanze locali del Mezzogiorno’.

La prima inchiesta agraria, ad opera di Villari (riportata ne “Le prime lettere meridionali” 1861), aveva indagato problematiche strettamente legate alla situazione agricola, evidenziando che il Mezzogiorno aveva una buona resa agricola, producendo – quelli che oggi sarebbero definiti – prodotti d’eccellenza come olio, viti, mandorle.

Dall’esame del meridionalista, invece, emergeva che, dopo l’Unità, il principale problema agrario fosse rappresentato dalla MANCANZA DI INVESTIMENTI: affinché si potesse verificare una crescita e un’evoluzione delle strutture agricole, i contadini avrebbero dovuto liberarsi dalla semplice condizione di braccianti, divenendo piccoli imprenditori. Ma, considerando i crediti  concessi dalle banche a breve termine e i lunghi tempi agricoli, i contadini che tentavano l’impresa, dopo pochi mesi, erano costretti a vendere i possedimenti e a tornare ad essere braccianti.

Carano Donvito, dunque, è da considerarsi un punto di riferimento per la questione tributaria dell’Italia del sud; le tabelle in cui egli ha raccolto i dati finanziari, infatti, risultano delle pietre miliari per condurre un attento esame economico.

La seconda parte dell’incontro, che ha visto come relatore il prof. Attolico, è stata incentrata sulla lettura (per bocca di giovani alunni) e sull’analisi di alcuni componimenti, relativi alla nostra patria, scritti da pietre miliari della letteratura italiana come Dante, Petrarca, Machiavelli, Foscolo, Manzoni, ecc.

Grandi intellettuali, che, a distanza di secoli, continuano a donare splendore all’Italia con le loro opere; che hanno da sempre invocato l’Unità e la libertà dallo straniero; che hanno ritenuto l’Italia il centro d’Europa, nonché Paese fiero e forte, non selvaggio e lacerato; che hanno gridato e sottolineato la bellezza artistica, culturale e morale della nostra Patria.

Caratteristiche, queste, che alla luce del quadro sociale, politico, economico dell’Italia del terzo millennio sembrano aver perso il loro mordente. È per questo che iniziative (come quella portata avanti dal Centro Studi) mirate a far conoscere, soprattutto ai giovani – considerati il futuro – la nostra patria, il sangue versato per costituirla, la sua storia e le sue ricchezze, necessitano di essere apprezzate e, soprattutto, valorizzate.

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