
A seguito del Consiglio Comunale svoltosi lo scorso 8 aprile, abbiamo intervistato la consigliera d’opposizione Catia Giannoccaro.
In Consiglio avete denunciato la presenza di una persona esterna nell’Ufficio Ragioneria. Cerchiamo di fare chiarezza. Cosa stava facendo questa persona? Perché era lì?
“È successo appena prima del consiglio. Il consigliere Mancino è andato in ufficio ragioneria per chiedere dei documenti e ha trovato insieme al responsabile dell’area economico finanziaria un’altra persona, il dott. Spinozzi, responsabile dell’aera economico finanziaria del comune di Monopoli.
Noi già lo conoscevamo. All’inizio dell’anno il Comune ha nominato un nuovo dirigente che viene dal comune di Monoopli, il dott. Labate, e a lui venne dato l’incarico del monitoraggio del Patto di Stabilità, i famosi documenti che non abbiamo ancora avuto.
Avevamo saputo che questa persona bazzicava negli uffici già da tempo, ma noi sapevamo si trattasse di una donna, la dott.ssa la Casella, che a tutt’oggi ricopre questo ruolo. Quando furono consegnate le delibere e le determine ai capigruppo ci siamo resi conto che non era una donna a cui era stato dato questo incarico, ma, appunto, il dott. Labate. Siamo andati in Municipio per chiedere gli atti che riguardavano la sua ‘assunzione’ che doveva durare qualche giorno. Entrando in ragioneria abbiamo trovato la dott.ssa, con fare del tutto diverso da una persona che è lì di passaggio, con dei documenti in mano e intenta a parlare con la dipendente spiegandole determinate situazioni.
Io e i consiglieri Di Venere e Mancino abbiamo chiesto le sue generalità. A quel punto lei si è allontanata nella stanza del responsabile. Insomma: insieme al dott. Labate c’erano questa dottoressa e il dott. Spinozzi; armeggiavano tranquillamente nei documenti, erano al pc ed era palese che stessero lavorando insieme. Chiedemmo l’immediato intervento dei Carabinieri e della Polizia Municipale e abbiamo esposto denuncia perché non era sicuramente una situazione regolare.
Giovedì si è ripetuto questo episodio: il dott. Spinozzi era dall’altra parte della scrivania che agiva indisturbato al computer.
La cosa che noi rimproverammo al Sindaco nella scorsa seduta è il fatto che lui non ci dice la verità. Qualche volta basterebbe questo nella vita. Davanti a noi fece finta di non sapere, ma nel corso del consiglio dichiarò che “ tra comuni si collabora”, e sicuramente questo dipende dal fatto che la dott.ssa La Casella è alla prima esperienza nel compilare un Bilancio di Previsione e ha avuto bisogno di un supporto esterno.
Comunque, il Patto di Stabilità è stato rispettato; il dott. Labate è andato via, e da quel momento, con una delibera di giunta, l’Amministrazione ha affidato l’intera area economico finanziaria alla dott.ssa la Casella. Tutto ciò sembra un artificio per garantire a questa persona l’assunzione, non avendo i requisiti per poter essere assunta con l’articolo 110.
Noi abbiamo richiesto pubblicamente la diffida di qualsivoglia componente esterno non autorizzato in consiglio. Attualmente nulla di ufficiale è stato fatto. In ogni caso non si può impedire il confronto con altri Comuni, perché questo avviene spesso e volentieri, soprattutto nel periodo della preparazione del bilancio..
Per dovere di cronaca, va detto che abbiamo incontrato la dott.ssa la casella a cui abbiamo rivolto la richiesta di avere questi famosi atti. Ad oggi (giovedi15 aprile, ndr) non sono arrivati.”
Alienazione degli immobili. Avete ribadito in consiglio la vostra c
ontrarietà a dismettere i beni immobili.
“Come lo stesso sindaco disse, molti immobili non si possono alienare. Loro ne parlano come la panacea per risollevare le sorti delle casse comunali. Ma non dobbiamo dimenticare che il bilancio è fatto di due tipi di voci: spese correnti e spese in conto capitale. La vendita degli immobili non può coprire la spesa corrente. Si possono rifare le strade, restaurare immobili, ma non posso coprire i problemi rivenienti dai pagamenti delle utenze e quote di salari di dipendenti. Queste voci sono tutte rientranti nella spesa corrente
Quali immobili si potrebbero alienare?
“L’asilo di Via Quasimodo. È oggetto ancora di un contratto. Già alienato.
Palazzo Pinto. Già oggetto di finanziamento.
Resterebbe il mercato coperto ortofrutticolo. Effettivamente se inutilizzato quell’immobile può sembrare un corpo morto. In realtà bisogna sfruttarlo perche possa portare risorse all’economia di questa piccolissima comunità. Ovviamente se non lo si utilizza è meglio venderlo, ma non mi sembra giusto privare la cittadinà di qualcosa che nel tempo può dare un tornaconto positivo dal punto di vista economico. L’anno scorso si è anche organizzata lì la Fiera Campionaria durante l’ultimo periodo di nostra amministrazione.”
Il capogruppo della maggioranza Lello Laera, parlò dell’alienazione della Chiesa della Maddalena (a fianco del castello ndr). È stata una gaffe?
“No. Nella compilazione del bilancio la dott.ssa La Casella ha chiesto al responsabile dell’area tecnica di fare un elenco degli immobili alienabili da stimare. Ufficialmente, fino al giorno del consiglio, questo elenco non c’era. Tuttavia sulla bozza presentata il primo bene alienabile del Comune risultava essere la chiesa della Maddalena. Ovviamente noi abbiamo protestato e ciò suscitò la reazione di Vito Leonardo Spinelli e del sindaco Tateo, che tentarono subito di rimediare a questa affermazione spiegando che “le chiese non si vendono”.
Cimitero. Da due mesi c’è la chiusura settimanale nella giornata del martedì. Come si potrebbe evitare questa particolare situazione?
“Come facevamo noi. Alcuni dipendenti facenti parte dell’area tecnica ricoprivano il ruolo di custode nel giorno di riposo dello stesso. Approfittavamo per dare la possibilità di dare un aiuto alle persone che avevano particolare bisogno, a lavoratori socialmente utili ecc. Noi non volevamo dare sussidi a pioggia a chi ne avesse fatto richiesta, ma solo in cambio di prestazioni lavorative, seppur non pesanti. Loro hanno deciso di non continuare su questa linea.”
Mensa scolastica. Tanto si è discusso, ma alla fine non si è votata l’immediata esecutività per l’istituzione del servizio e per il regolamento. Cosa comporta questa svista?
“Le delibere di giunta e di consiglio comunale procurano i loro effetti dalla pubblicazione dell’albo pretorio, e rimangono lì per 15 giorni. Molto spesso, per atti urgenti, si vota l’immediata esecutività affinché subito dopo la compilazione dell’atto si possa dare seguito alla volontà amministrativa. Non votando l’immediata esecutività non è possibile l’istituzione del servizio mensa e tutto quello che conseguiva alla compilazione della delibera.
Infatti si parlò della partenza il 15 aprile, perché preparando tutti gli atti e lavorando sodo, per quella data si sarebbe potuto cominciare. Purtroppo non sarà così. Slitterà ancora.
La colpa di questa svista, o disattenzione, non me la sento di darla alla egretaria comunale, ma un po’ a tutta la maggioranza, forse presa dalla fase concitata del consiglio. Bastava aver letto la delibera e si capiva che era previsto il voto dell’immediata esecutività. Noi come opposizione abbiamo fatto notare questo errore. È importante che questo gesto non venga visto come non voglia di istituire la mensa, infatti, il consigliere Fortunato sin dai primi consigli sollecita l’istituzione della mensa. Noi abbiamo voluto essere intransigenti sui procedimenti amministrativi.”
Aree verdi e rifiuti. La situazione è disastrosa.
“La situazione è sotto gli occhi di tutti. L’ha citata anche l
’assessore Alessandra Morgese. Noi chiedemmo alla giunta di non aumentare le tasse, in particolare la TARSU (Tassa sui rifiuti solidi urbani), ben sapendo che c’era questa brutta situazione. Il paese è sporco, non ha regole per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, dove la prima regola è quella della differenziata, la cui percentuale è in caduta libera. Non essendoci contenitori appositi disponibili, i rifiuti vengono smaltiti senza distinzione. I cassonetti della differenziata strabordano e non vengono svuotati. Tutte situazioni previste dal capitolato di chi gestisce la pulizia delle strade, lo smaltimento dei rifiuti, e addirittura la manutenzione e gestione delle aree verdi – cosa mai avvenuta -. Successivamente è scaduto il contratto dello smaltimento dei rifiuti e questa ditta attualmente è in proroga. Con la continua del contratto le condizioni non cambiano. Tuttavia pare che questa ditta voglia un surplus sui prezzi che riguardano lo smaltimento del vetro e di qualche altra particolare categoria di rifiuti.”
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