Martedì 07 Febbraio 2012
   
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CRISI CILIEGIA: APPROVATO DOCUMENTO TRA DUBBI E PAURE

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CONSIGLIO COMUNALE INFUOCATO

CATERINA GIANNOCCARO: 'Subito i sopralluoghi dei tecnici'

Un consiglio comunale circense, degno del Barnum, ha adottato all’unanimità il documento sulla crisi cerasicola sottoscritto al tavolo istituzionale del 24 maggio scorso, a Turi.

Un aborto comunque difficile, a fronte delle accese discussioni che si sono consumate in aula, al clima di tensione alimentato dalle attese dimissioni di Lello Laera, rigettate dal sindaco e rinviate forse, solo a data da destinarsi; dopo il congresso del Partito Democratico. Il documento è stato approvato con degli emendamenti proposti dalla consigliera Caterina Giannoccaro e accolti dalla maggioranza e dal sindaco Tateo senza troppi indugi.

Gli altri rappresentanti istituzionali dei Comuni colpiti dagli eventi calamitosi che hanno devastato il comparto cerasicolo (Casamassima, Castellana, Turi, Putignano) hanno passato in rassegna i punti e le soluzioni proposte per fronteggiare la crisi e approvato nei rispettivi consigli comunali lo stesso documento senza, invece, apportare ulteriori modifiche. Il 7 giugno è previsto l’ultimo tavolo istituzionale a Turi, al quale il primo cittadino ha già annunciato di voler partecipare.

LE RICHIESTE - Un documento proposto dal consigliere regionale Michele Boccardi e visionato dall’assessore Dario Stefàno tramite il quale si chiede alla Regione Puglia la dichiarazione dello stato di calamità, provvedimenti straordinari per la concessione di benefici attingendo dal fondo di solidarietà nazionale, esenzione dal pagamento dei contributi agricoli con sospensione dei relativi decreti, un sistema agevolato per le polizze assicurative di piccole e medie aziende, in previsione di futuri eventi calamitosi.

La Giannoccaro ha contestato la delibera non nel merito, ma nelle modalità di presentazione, nascondendo in realtà dei malumori che in queste ore, a circa una settimana dal tavolo istituzionale turese, serpeggiano tra addetti ai lavori, semplici contadini, produttori, cariche istituzionali e politici. E' lo stato di calamità stesso a sollevare qualche dubbio.

GLI EVENTI CALAMITOSI - Con il documento, infatti si chiede, in particolare, che venga dichiarato da parte della Regione Puglia lo stato di calamità per i Comuni di Turi, Casamassima, Castellana, Conversano, Putignano e Sammichele Di Bari, per tre eventi calamitosi degli ultimi mesi: la gelata della notte tra il 7 e l’8 marzo 2010; le nebbie nel periodo 29-30 marzo 2010; e naturalmente per le intense e continue piogge della settimana scorsa, 18-21 maggio 2010, tre giorni di diluvio universale che ha devastato e gettato alle ortiche ogni possibilità di recuperare l’80% circa (secondo stime non ufficiali) del raccolto.

DUBBI SUL FONDO DI SOLIDARIETA' - Il problema è che dal 21 maggio a oggi nessun ispettore ha ancora fatto capolino per rendersi conto della gravità di questa sciagura. Quando le ciliegie saranno ben mature e magari marcite, come si potrà allora dimostrare il fenomeno causato dalle piogge? Saranno sufficienti articoli di giornale e riprese video? Dulcis in fundo, a quanto si apprende da alcune voci di corridoio, le prassi burocratiche per l'ottenimento dei fondi hanno subito qualche modifica nel corso degli anni. Il Ministero delle Politiche agricole potrebbe trasferisce risorse dal fondo di solidarietà direttamente nelle casse delle assicurazioni. Sappiamo però, che l’80% circa dei produttori non hanno mai stipulato una polizza assicurativa, poichè la spesa non varrebbe l'impresa.

'SUBITO I SOPRALLUOGHI' - Ed è proprio al Ministero delle politiche agricole e forestali che la Giannoccaro fa appello, puntando i piedi affinché si allenti l’azione di lobbying verso la Regione Puglia (l'organo istituzionale meno appropriato al caso) e ci si mobiliti al contrario, per fare pressioni a Roma.

“Se mandiamo questo documento alla regione - dichiara senza troppi giri la consigliera Giannoccaro - noi il riconoscimento di stato di calamità non l’avremo mai. Con i tavoli tecnici e istituzionali perdiamo solo del tempo prezioso. Noi comuni possiamo solo sollecitare la calamità però siamo certi che si tratta solo di speranze che in buona parte saranno disattese. Solo il coltivatore diretto iscritto alla camera di commercio può sperare di ottenere dei risultati. Bisogna mandare i tecnici per fare dei sopralluoghi. Questo va fatto immediatamente.”

 

VEDI ANCHE IL TAVOLO ISTITUZIONALE DEL 24 MAGGIO A TURI

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